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Castello del Piagnaro

Il castello di Pontremoli

Il castello di Piagnaro sorge agli inizi dell’XI secolo con funzioni di difesa e di controllo delle vie di comunicazioni verso l’Appennino.

Uno strano nome

Il suo nome, “Piagnaro”, deriva dalle “piagne”, lastre in arenaria utilizzate in Lunigiana per realizzare i tetti delle abitazioni. Il nucleo originario viene costruito per volontà della famiglia di origine longobarda degli Adalberti.
Fu più volte distrutto ad opera di truppe imperiali e dagli stessi pontremolesi per discordie interne. Venne poi sempre ricostruito per la sua posizione strategica. Permetteva infatti di dominare le strade del Bratello e della Cisa, di fondamentale importanza per i traffici commerciali medioevali.
La struttura primitiva della fortezza, pertanto, ha subito profonde modifiche nei secoli. Nel 1338 subisce una prima distruzione per mano dei guelfi e dei ghibellini, alleati contro l’odiato vicario di Ludovico di Baviera, Lodovico I Gonzaga, fondatore della dinastia mantovana.

La storia più recente

Nei secoli successivi subisce altri attacchi con conseguenti ricostruzioni e restauri, rifacimenti e aggiornamenti della struttura difensiva.
Perciò, il castello viene utilizzato con scopo militare fino al 1790. In quell’anno il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo consegna al Comune l’ultimo cannone per fonderne il bronzo e realizzare la campana civica.
Negli anni successivi viene utilizzato come sede di governatori militari e di nuovo come caserma fino ai primi anni del Regno d’Italia, dunque fino alla seconda metà dell’Ottocento e dopodiché viene adibito ad abitazione di famiglie non abbienti.
Infine, nel primo Novecento viene per questo considerato una sorta di ghetto, evitato dalla maggior parte della popolazione. Allora, dal 1975 gli ambienti della parte inferiore del Castello ospitano il Museo delle Statue Stele della Lunigiana.
Inoltre, in occasione dell’apertura del museo il castello è stato completamente restaurato all’interno e all’esterno.

Come visitarlo

Il Castello del Piagnaro è compreso nell’itinerario “I Pilastri della Lunigiana” e si tratta di una meta imperdibile e fondamentale.

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