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Pieve di San Fiorentino

La chiesa parrocchiale di San Fiorentino manifesta, nelle strutture architettoniche e nei dipinti, l’antica origine e le successive trasformazioni. Essa svetta nel paese di Nuvolato grazie alla sua mole in mattoni faccia a vista e sorge dietro a un sagrato lastricato attorniato da alberi verdi che permettono di incorniciare e sottolineare la presenza dell’importante luogo espressione della tradizione del paese.

La storia

Citata per la prima volta nel 1059, è decisamente fra le più interessanti costruzioni matildiche mantovane. Attualmente la struttura è a tre navate ma in origine era costituita da navata unica con transetto sporgente triabsidato. La pieve conserva buona parte della sua configurazione romanica anche se la facciata è l’esito di un invasivo restauro del 1975 (la doppia finestra centrale è falsa) ma conserva, così come l’interno, ampie zone di muratura romanica, composta in modo piuttosto irregolare con mattoni di formato diverso. All’interno, di grande rilievo sono gli affreschi dell’abside, scoperti da Giuseppe Gorni nel 1925.

La sua collocazione lungo l’antico corso del Po Vecchio, la pone al centro di un percorso culturale, turistico e religioso che collega fra loro le chiese costruite in epoca matildica, fra XI e XII secolo.

La dedicazione della chiesa a San Fiorentino, soldato di stirpe nobile, originario della Borgogna, martirizzato nel V secolo d.C., convalida l’ipotesi di un legame diretto con la Francia ad opera di quei monaci cluniacensi che nell’XI secolo erano giunti sino a San Benedetto in Polirone.

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