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Turismo Culturale in Italia

Il turismo culturale in Italia è una Ferrari alimentata a bolle di sapone. Oggi la situazione, sia dal punto di vista prettamente economico sia da quello sociale, imporrebbe un ripensamento dell’offerta, della fruizione e dei desideri del turismo. Ma questo se avviene, avviene in maniera sporadica e al più episodica, fatta di grandi giornate da dedicare alla cultura e poi di lunghi periodi di oblio.

Purtroppo oggi parlare di turismo culturale in Italia è come cercare di far mangiare a un bambino solo broccoli e cavolfiori: se vorranno le patatine, sarà dura dirgli di no. E secondo questa direttrice, si sono orientati i grandi investimenti statali per il progetto e l’edificazione delle grandi opere di comunicazione: basti pensare ad esempio a quanto sia folle pensare di attraversare l’Italia da Roma a Pescara in meno di due ore.

E tuttavia questa ottenebrazione della capacità di giudizio a medio e lungo termine è stata forse la più grande alleata del turismo culturale “vero” italiano: lasciando da parte enormi territori con altissimo potenziale turistico, qui non troverete i negozi etnici aperti h24, i locali notturni che pompano musica dalle casse e altre amenità da riviera romagnola. Qui troverete silenzio, pietre, rumori di passi, borghi, personaggi e tanta umanità.

Questa “fortuna” fa sì che oggi si possa rilanciare un’idea di turismo culturale molto ben strutturata, basata su punti di forza e di attrazione già esistenti e che non vanno modificati, ma al massimo ampliati a una platea più grande. Ma se c’è tutta questa ricchezza, direte voi, come mai questi territori sono solitamente inclini allo spopolamento e alla depressione, sia psichica che demografica?

Qui occorrerebbe un livello di collaborazione più alta tra enti, istituzioni e realtà territoriali, da un alto: maggiore promozione dei territori a livello centrale con investimenti in comunicazione rivolti soprattutto all’estero. Dall’altro lato servirebbe un po’ più di educazione di un popolo, quello italiano, che è stato grande e forse oggi si accomoda troppo sugli allori che gli avi gli hanno lasciato.

Trame d’Italia ha delle idee per voi.

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