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Chiesa dei Templari di Santa Maria d'Isana

La “mansio” dei Templari

La storia

La chiesa di Santa Maria di Isana viene costruita a Livorno Ferraris nella prima metà del XII secolo a cura dell’Ordine dei Templari. Qui infatti, l’Ordine aveva istituito una sua “mansio“, cioè un’azienda agricola, menzionata per la prima volta in un documento del 1208. In essso si legge che una monaca aveva portato in dote al convento di Rocca delle Donne appezzamenti confinanti con Sancta Maria del Tempio.

Santa Maria d’Isana, una chiesa crocevia

La domus di Isana dipendeva dal priorato templare di S. Giacomo a Vercelli e si trovava in una posizione strategica. Infatti è situata infatti lungo la via Liburnasca, una strada militare già utilizzata dai Romani e una delle strade più battute durante il Medioevo. Questa via collegava Vercelli con Torino e quindi la Val di Susa e i passi del Moncenisio, sfruttando il guado della Dora.

Qui passava anche un’altra strada alternativa che proveniva da Aosta-Ivrea che attraversava l’antica Uliaco, sulla collina di Villareggia. La via poi proseguiva fino a raggiungere Trino, Casale e infine Genova. Questa seconda strada poneva di fatto in collegamento i passi del Piccolo e del Gran San Bernardo con Genova, perciò la sua posizione era così strategica.

L’ordine religioso e cavalleresco dei Templari aveva come fine peculiare l’assistenza e l’ospitalità dei pellegrini, ragion per cui i Templari crearono un loro insediamento proprio a Isana, punto mediano tra le città di Vercelli, Casale, Ivrea, sull’importante via Liburnasca.

Il declino della mansio

Dopo l’abolizione dell’ordine dei Templari per effetto della Bolla papale Ad providam Christi emanata da papa Clemente V il 2 maggio 1312, la mansio passò, con il medesimo titolo, agli ospitalieri di S. Giovanni di Gerusalemme (Gerosolimitani), poi chiamati Cavalieri di Malta.

Tra le numerose leggende e curiosità legate a questa chiesetta, spicca la presenza del menhir, un blocco di pietra triangolare infisso nel terreno che, secondo la tradizione prima pagana e poi templare, segnerebbe l’incrocio di particolari correnti telluriche e cosmiche cariche di energia benefica.

Come visitarla

La visita alla chiesetta di Santa Maria d’Isana è compresa nell’itinerario “Il cammino dei Templari: tra simbolismo e leggenda monferrina“.

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in foto: Marisa Camoriano e il marito, che si occupano personalmente delle visite alla chiesa.

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