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Il Borgo di Castagnole Monferrato

L’antico bosco di castagni

Castagnole Monferrato deriva il suo toponimo da un’antico bosco di castagni, oggi scomparso in favore delle vigne.
La sua storia millenaria comincia già sotto i Romani, quando esisteva solo il borgo di Valenzani, oggi in parte frazione di Castagnole. Questo piccolo centro era situato a 4 miglia da Asti sulla Via Fulvia, l’antica via romana che collegava – e collega tutt’oggi – Piacenza con Torino.

La Storia

Il crollo della civiltà romana portò le popolazioni dell’epoca a cercare rifugio in un punto più alto della collina, dove sorgeva un bosco di castagni, in modo da avvistare prima il potenziale avvicinarsi di nemici armati, inizialmente Longobardi e poi Franchi. Già tra il VI e il VII secolo i catasti locali indicano la presenza del toponimo Castagnole. Poi venne il periodo delle incursioni saracene, e questo portò alla costruzione di un castello per la difesa del territorio, portando la comunità di Castagnole nel Medioevo e nella rivalità tra Casale Monferrato e Asti. Infatti, il territorio era inglobato nel Marchesato Aleramico insieme ai colli a ridosso della pianura astigiana, riconosciuti appartenenti a Guglielmo IV di Monferrato dall’Imperatore Federico I il 13 ottobre 1164. Dall’ altro lato, il Comune di Asti, ben .noto per le proprie mire espansionistiche, tentava di assoggettare anche Castagnole, dove i signori feudali del luogo, ossia i Di Castagnole, si schierarono con i Marchesi monferrini.
La situazione si capovolse quando Guglielmo VII il Grande fu fatto prigioniero degli Alessandrini. A causa della minore età del figlio Giovanni I, Asti tolse il feudo ai Marchesi monferrini e costrinse i Di Castagnole a fare atto di sudditanza: il 15 giugno 1292, Emanuele di Castagnole e i suoi feudatari donarono il castello ed il villaggio ad Asti, prestando giuramento di fedeltà al Comune astese, ricevendone quindi l’investitura. Il trattato di pace seguito nello stesso mese tra Asti e Monferrato, riconfermò il dominio su Castagnole al Comune. Ma dopo qualche anno il villaggio ritornò sotto la giurisdizione monferrina. Una menzione particolare va fatta per Bertino di Castagnole il quale, morto l’ultimo degli Aleramici, il marchese Giovanni I, assisté al parlamento tenutosi in Trino, nel 1305, nel quale si decise d’inviare ambasciatori all’erede Violante, sorella del defunto, sposa di Andronico Paleologo Imperatore Romano d’Oriente a Costantinopoli. I Paleologo di Monferrato ebbero molteplici conferme del loro dominio sul villaggio, tra le quali spicca il diploma dell’imperatore Carlo IV nel 1355 e quello di Massimiliano I, nel 1494. Nel 1391 nel borgo soggiornarono le truppe di Facino Cane, il famigerato condottiero di ventura, in quegli anni alle dipendenze del marchese Teodoro II.

Come visitarlo

La visita guidata a Castagnole Monferrato è compresa nell’itinerario “Il Vino dei Nobili riprende il suo posto“.

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