TAPPA

Ristorante il Biancospino a Fubine

Un ristorante familiare per una cucina familiare
Il Biancospino

Il ristorante Il Biancospino, a pochi km da Fubine, è un luogo speciale dove godere delle atmosfere di una cucina casereccia.
Il locale è a conduzione familiare e tutti i prodotti sono fatti in casa: dalla pasta fino alle marmellate.
Il clima familiare si può apprezzare nella sala raccolta intorno al caminetto e in una curiosa tradizione monferrina, la doggy bag del vino. Infatti, viene offerto un servizio che in dialetto piemontese si chiama buta stuppa, ossia bottiglia stappata. Il servizio di sala conserva il tappo del vostro vino e se alla fine del pasto non l’avrete terminato, potrete rimettere il tappo e portare via la bottiglia.

Il Menu

Raccontare in poche righe il fantasmagorico menu del Biancospino è difficile, se non impossibile. Per sommi capi si può riepilogare così: si tratta di menu a tema, che ruotano attorno a un tipico piatto della tradizione monferrina e piemontese.
Infatti, si può scegliere tra: il menu Bagna Cauda, che vede ovviamente come piatto principe la mitica Bagna caòda descritta per la prima volta nel 1875 dal romanziere Roberto Sacchetti come la conosciamo oggi. Un tipico piatto della cucina povera agreste del Monferrato. Si passa poi al menu Agnolottata, in cui manco a dirlo a farla da padrone è il tipico involtino di pasta fresca declinato in tre varianti: al burro e salvia, al ristretto di Barbera e con sugo di carne alla monferrina. E poi ancora, il menu Polentata, con la polenta servita con la fonduta, con salsiccia e funghi e con bocconcini di brasato; il menu Bollito Misto alla Piemontese, preparato interamente con carne di Razza Piemontese; e infine, ma non ultimo, il menu Fritto Misto, il tipico fritto di milanese e interiora di animale impanate.
I vini provengono tutte da cantine del Monferrato Casalese e dell’Astigiano, permettendo la degustazione di alcuni tra i migliori Barbera d’Asti e Grignolino.

Come visitarlo

Il pranzo al ristorante Il Biancospino è compreso nell’itinerario “Il Monferrato degli Infernot“.

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